di don Maurizio Villa

    Iniziano le feste dei nostri paesi e dei nostri oratori. È bello e giusto fare festa. Per i cristiani la festa è addirittura segno e anticipo di un’altra festa, quella che vivremo pienamente nel Regno dei cieli. Il Paradiso sarà tutta una festa. Ma è necessario comprendere almeno due cose: il cuore delle nostre feste, e l’orizzonte entro cui noi le celebriamo.

    Il cuore. La festa cristiana nasce dall’incontro con Cristo, dallo scoprire Gesù come Colui che ha una parola di vita vera e di gioia: e noi cristiani esprimiamo questa vita e questa gioia nella festa. Senza Gesù, per noi cristiani, non è vera festa. Ci sarà probabilmente divertimento, ma non la gioia che nasce dal cuore. Viviamo, perciò, in queste feste, anzitutto l’Incontro con il Signore Gesù nella partecipazione alla S. Messa.

    L’orizzonte É quello di un popolo che si riunisce per fare festa. La festa, per un Cristiano, non è mai la festa di un gruppo, di una associazione, ma è sempre la festa di un popolo, che esprime non solo la comunione con Gesù, ma anche la comunione con i fratelli. Sarà bello, perciò, in queste feste, vedere la partecipazione di tutti: da Cadrezzate a Osmate fino ad arrivare a Ispra. È una sorta di pellegrinaggio da un paese all’altro che non può che farci bene e, soprattutto, farci crescere nell’unità. E sarà bello anche vedere che ragazzi, giovani e adulti si ritrovano insieme in un patto generazionale che arricchisce tutti. A tutti, perciò, rivolgo l’invito del Vangelo: “Venite alla festa” (Matteo 22,4). Ala festa dell’incontro con Gesù, alla gioia di trovarci insieme con fratelli che non consumano un momento di divertimento, ma che si ritrovano insieme per camminare e crescere insieme.